Aurora Caporossi

Dove sono le persone delle storie che raccontiamo?

Dove sono le persone delle storie che raccontiamo?

Chi sono

Aurora Caporossi

Piacere, sono Aurora e sono una millennial. Romana doc, amo la scrittura e l’innovazione.  A 23 anni ho fondato Animenta, associazione che si occupa di disturbi del comportamento alimentare in tutta Italia. Animenta nasce dalla mia esperienza personale quando all’età di 16 anni mi sono ammalata di anoressia nervosa.

Con una laurea in marketing e comunicazione, conosco il potere persuasivo ed evocativo delle parole e delle immagini. I social media sono, infatti, il principale canale di comunicazione che ha permesso ad Animenta di instaurare un dialogo con i giovani. Mi occupo inoltre di ideare e progettare campagne di comunicazione ad alto impatto sociale sottolineando il valore della Diversity&Inclusion.

Nel 2021 sono stata inserita nella classifica degli Under30 di Forbes Italia, dal 2021 sono tra i giovani Changemaker selezionati da Ashoka Italia. Nel 2023 sono stata speaker presso il TEDxFiumicino al Castello di Maccarese.

Inclusione sociale

Il potere delle parole

Mi occupo di comunicazione promuovendo l’inclusione sociale attraverso il linguaggio, le immagini e ogni altra forma di rappresentazione.

Le parole hanno il potere di creare e di influire sulla realtà, e per questo è importante sviluppare una comunicazione inclusiva e responsabile.

76 %

Adolescenti che si sono avvicinati ad un prodotto o servizio dopo aver visto una campagna pubblicitaria inclusiva.

59 %

Percentuale di consumatori che si fida maggiormente dei brand che li rappresentano autenticamente.

71 %

Si aspetta che i brand promuovano una comunicazione più ampia e inclusiva nelle loro campagne.

Comunicare

Cosa significa comunicare
in modo inclusivo?

Si tratta di portare la realtà e anche la sua complessità nelle campagne e nelle comunicazioni che si realizzano.

Significa abbracciare colori e forme del corpo, etnie, età, orientamento sessuale e capacità fisiche diverse. 

Il linguaggio che utilizziamo, le immagini che vediamo e le storie che narriamo costruiscono la realtà che abbiamo intorno. Lavorare su questi aspetti è solo il punto da cui partire per costruire una narrazione che sia completa, ampia e, in fin dei conti, reale.

Il pericolo di un’unica storia

«Quando rifiutiamo l’unica storia, quando ci rendiamo conto che non c’è mai un’unica storia per nessun luogo, riconquistiamo una sorta di paradiso»

Chimamanda Ngozi Adichie

Iniziative

Cosa faccio

Eventi

Gli eventi sono l’occasione per conoscere nuove persone, per ascoltare nuove storie e avere nuove prospettive. Se vuoi coinvolgermi in un evento mandami una mail o fissa una call. Ci vediamo in giro per l’Italia o per il mondo.

Consulenza

Se vuoi sviluppare un progetto di comunicazione inclusiva o stai già sviluppando una campagna, puoi richiedere una consulenza con me che ti accompagnerò lungo tutto il percorso di creazione della campagna.

Workshop e corsi

Organizziamo un workshop insieme? L’obiettivo dei miei corsi è quello di permetterti di acquisire una maggior conoscenza su quella forma di marketing che racconta la molteplicità del reale. Le attività sono rivolte a singoli, gruppi o aziende.

Diversity is being asked to the party;
inclusion is being asked to dance.

Vernā Myers, Inclusion Strategist

Diversity is being
asked to the party;
inclusion is being
asked to dance.

Vernā Myers, Inclusion Strategist

Collaborazione

Insieme alle aziende

La comunicazione inclusiva non è un trend. È un nuovo modo di pensare la comunicazione di un’azienda, significa essere consapevoli dell’impatto che la rappresentazione può avere sulle persone.

Quante volte abbiamo pensato che se una cosa
non
la vedo allora non esiste?

Offrire una narrazione più ampia per raccontare la realtà in ogni suo aspetto.

Collaborazione

Accanto alle agenzie

Sono accanto alle agenzie di marketing e comunicazione per realizzare campagne che raccontino la realtà in modo complesso e autentico attraverso una comunicazione responsabile. 

La lingua che utilizziamo e le immagini che vediamo sono l’espressione della nostra cultura. Abbiamo bisogno di una narrazione che rappresenti tuttə.

Collaborazione

Insieme alle aziende

La comunicazione inclusiva non è un trend. È un nuovo modo di pensare la comunicazione di un’azienda, significa essere consapevoli dell’impatto che la rappresentazione può avere sulle persone.

Quante volte abbiamo pensato che se una cosa
non
la vedo allora non esiste?

Offrire una narrazione più ampia per raccontare la realtà in ogni suo aspetto.

Collaborazione

Accanto alle agenzie

Sono accanto alle agenzie di marketing e comunicazione per realizzare campagne che raccontino la realtà in modo complesso e autentico attraverso una comunicazione responsabile. 

La lingua che utilizziamo e le immagini che vediamo sono l’espressione della nostra cultura. Abbiamo bisogno di una narrazione che rappresenti tuttə.

Comunicare oltre gli stereotipi per raccontare per riconoscersi per raggiungere per esistere

Comunicare oltre gli stereotipi per raccontare per riconoscersi per raggiungere per esistere

Dicono di me

Il Messaggero
«I disturbi alimentari hanno tantissimi perché, io il mio lo sto ancora cercando» esordisce così Aurora Caporossi, 25 anni, da due Presidente di Animenta, associazione da lei fondata dopo l'anoressia nervosa che la colpì a 16 anni, che si occupa proprio di chi soffre di disturbi alimentari. Camicia bianca e fiocco lilla in evidenza, parla sicura ma con tono grave. «È iniziato tutto con una dieta. Credevo che se avessi perso peso le cose sarebbero andate meglio. Il disturbo alimentare era per me, in quel momento, l'unico meccanismo di sopravvivenza per far fronte a un grande dolore che stava esplodendo dentro».
Leggi Articolo
Il Messaggero
Disturbi del comportamento alimentare: la storia di Aurora: "Così su Instagram aiuto chi soffre di anoressia

"Avevo 16 anni, ero malata di anoressia e a mia madre dicevano che era matta, che vedeva i fantasmi", racconta Aurora Caporossi prima di fare una lunga pausa. "Mi vergogno a dirlo - continua fissando il tavolo un po' imbarazzata - ma per fami curare, dato che le liste di attesa erano lunghe, ci siamo dovuti far raccomandare.
Leggi Articolo
Il Messaggero
Abbracciare una ragazza o un ragazzo preda dell’anoressia è difficile: le ossa si possono contare una ad una. Come se lei (o lui) volesse occupare sempre meno spazio, scomparendo in silenzio. Ma è importante, invece, parlare, chiedere aiuto. A dar voce ai giovani e giovanissimi che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, aumentati negli anni della pandemia, è Animenta, un’associazione nata nel 2021 per volere di Aurora Caporossi, giovanissima founder che per anni ha lottato contro l’anoressia e che oggi è impegnata ad aiutare altri come lei.
Leggi Articolo
Il Messaggero
Anoressia, bulimia, binge eating, ortoressia e vigoressia. Sono disturbi del comportamento alimentare: nomi diversi, spesso sconosciuti. Ne abbiamo parlato con Aurora Caporossi, fondatrice e presidente di Animenta. Un’epidemia silenziosa che oggi accomuna più di 3 milioni di persone in Italia. Gran parte sono giovani nella fascia tra i 14 e i 25 anni che soffrono di disturbi alimentari (Dca). Ma nel nostro Paese è ancora complicato aiutarli, curarli e rendere visibile agli occhi di tutti la loro malattia.
Leggi Articolo
Il Messaggero
Quando aveva appena 16 anni ha combattuto un nemico che per la maggior parte delle persone è ancora invisibile, quasi immateriale, ma che per lei e la sua famiglia non era soltanto molto concreto, ma estremamente debilitante sotto ogni punto di vista. Oggi che di anni ne ha 24, Aurora Caporossi è la presidente di una no-profit, Animenta, nata per raccontare, informare e sensibilizzare su tutti i disturbi del comportamento alimentare. Compresa l’anoressia, la malattia contro cui ha lottato per anni. Inserita nella lista degli Under 30italiani più influenti da Forbes Italia, Caporossi è originaria di Roma e ha studiato alla Sapienza.
Leggi Articolo
Il Messaggero
"Dei miei 16 anni ricordo un riflesso bianco: era l'anoressia. Ora aiuto chi soffre ad uscirne"

Intervista ad Aurora Caporossi, tra gli under 30 più influenti d’Italia del 2022 secondo Forbes: dopo la guarigione dall’anoressia ha fondato Animenta, un’associazione per aiutare chi soffre di disturbi alimentari
Leggi Articolo
Il Messaggero
"Lettere al corpo, spesa condivisa e cene in cui ci si emoziona insieme: il «dopo anoressia» di Aurora è un aiuto concreto a superare la malattiae"

A 16 anni ha iniziato a curarsi e oggi che è guarita, a 24, Aurora Caporossi aiuta altri giovani a uscire dai disturbi alimentari. Con l'associazione Animenta promuove incontri ed eventi, ma soprattutto offre un sostegno concreto a chi soffre in silenzio pensando di non farcela
Leggi Articolo
Il Messaggero
Aurora Caporossi, 24 anni di Roma è la co-founder di Animenta un’associazione no-profit creata dai più giovani per raccontare, informare e sensibilizzare sui Disturbi del Comportamento Alimentare. Oltre a occuparsi di Animenta, Aurora è in formazione come Danzaterapeuta e sta conseguendo la laurea magistrale in Marketing e Comunicazione alla Sapienza.

La sua persona e storia mi hanno colpita molto, vi accompagno a conoscerla.
Leggi Articolo
Il Messaggero
«I disturbi alimentari hanno tantissimi perché, io il mio lo sto ancora cercando» esordisce così Aurora Caporossi, 25 anni, da due Presidente di Animenta, associazione da lei fondata dopo l'anoressia nervosa che la colpì a 16 anni, che si occupa proprio di chi soffre di disturbi alimentari. Camicia bianca e fiocco lilla in evidenza, parla sicura ma con tono grave. «È iniziato tutto con una dieta. Credevo che se avessi perso peso le cose sarebbero andate meglio. Il disturbo alimentare era per me, in quel momento, l'unico meccanismo di sopravvivenza per far fronte a un grande dolore che stava esplodendo dentro».
Leggi Articolo
Il Messaggero
Disturbi del comportamento alimentare: la storia di Aurora: "Così su Instagram aiuto chi soffre di anoressia

"Avevo 16 anni, ero malata di anoressia e a mia madre dicevano che era matta, che vedeva i fantasmi", racconta Aurora Caporossi prima di fare una lunga pausa. "Mi vergogno a dirlo - continua fissando il tavolo un po' imbarazzata - ma per fami curare, dato che le liste di attesa erano lunghe, ci siamo dovuti far raccomandare.
Leggi Articolo
Il Messaggero
Abbracciare una ragazza o un ragazzo preda dell’anoressia è difficile: le ossa si possono contare una ad una. Come se lei (o lui) volesse occupare sempre meno spazio, scomparendo in silenzio. Ma è importante, invece, parlare, chiedere aiuto. A dar voce ai giovani e giovanissimi che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, aumentati negli anni della pandemia, è Animenta, un’associazione nata nel 2021 per volere di Aurora Caporossi, giovanissima founder che per anni ha lottato contro l’anoressia e che oggi è impegnata ad aiutare altri come lei.
Leggi Articolo
Il Messaggero
Anoressia, bulimia, binge eating, ortoressia e vigoressia. Sono disturbi del comportamento alimentare: nomi diversi, spesso sconosciuti. Ne abbiamo parlato con Aurora Caporossi, fondatrice e presidente di Animenta. Un’epidemia silenziosa che oggi accomuna più di 3 milioni di persone in Italia. Gran parte sono giovani nella fascia tra i 14 e i 25 anni che soffrono di disturbi alimentari (Dca). Ma nel nostro Paese è ancora complicato aiutarli, curarli e rendere visibile agli occhi di tutti la loro malattia.
Leggi Articolo
Il Messaggero
Quando aveva appena 16 anni ha combattuto un nemico che per la maggior parte delle persone è ancora invisibile, quasi immateriale, ma che per lei e la sua famiglia non era soltanto molto concreto, ma estremamente debilitante sotto ogni punto di vista. Oggi che di anni ne ha 24, Aurora Caporossi è la presidente di una no-profit, Animenta, nata per raccontare, informare e sensibilizzare su tutti i disturbi del comportamento alimentare. Compresa l’anoressia, la malattia contro cui ha lottato per anni. Inserita nella lista degli Under 30italiani più influenti da Forbes Italia, Caporossi è originaria di Roma e ha studiato alla Sapienza.
Leggi Articolo
Il Messaggero
"Dei miei 16 anni ricordo un riflesso bianco: era l'anoressia. Ora aiuto chi soffre ad uscirne"

Intervista ad Aurora Caporossi, tra gli under 30 più influenti d’Italia del 2022 secondo Forbes: dopo la guarigione dall’anoressia ha fondato Animenta, un’associazione per aiutare chi soffre di disturbi alimentari
Leggi Articolo
Il Messaggero
"Lettere al corpo, spesa condivisa e cene in cui ci si emoziona insieme: il «dopo anoressia» di Aurora è un aiuto concreto a superare la malattiae"

A 16 anni ha iniziato a curarsi e oggi che è guarita, a 24, Aurora Caporossi aiuta altri giovani a uscire dai disturbi alimentari. Con l'associazione Animenta promuove incontri ed eventi, ma soprattutto offre un sostegno concreto a chi soffre in silenzio pensando di non farcela
Leggi Articolo
Il Messaggero
Aurora Caporossi, 24 anni di Roma è la co-founder di Animenta un’associazione no-profit creata dai più giovani per raccontare, informare e sensibilizzare sui Disturbi del Comportamento Alimentare. Oltre a occuparsi di Animenta, Aurora è in formazione come Danzaterapeuta e sta conseguendo la laurea magistrale in Marketing e Comunicazione alla Sapienza.

La sua persona e storia mi hanno colpita molto, vi accompagno a conoscerla.
Leggi Articolo

Contattami

Se sei un’azienda o un’organizzazione che vuole promuovere l’inclusione e la diversità all’interno della propria comunicazione, o se sei un professionista che vuole migliorare le proprie competenze, compila il seguente form, ti risponderò entro 24 ore.

Noi siamo pronti, il pubblico è pronto. Tu?